Tag: content marketing

Non aprire quella porta…USB! Ecco la serie animata che ti aiuta a difenderti dagli attacchi informatici

Ottobre 2018 è il mese Europeo della sicurezza informatica.

È questo il motivo per cui con The Thinking Clouds abbiamo creato una campagna di sensibilizzazione sul corretto utilizzo degli strumenti informatici.

Uno degli argomenti più interessanti sulla sicurezza informatica è  la social engineering, ovvero quell’insieme di tecniche di manipolazione per ottenere informazioni dalle persone. Nel nostro caso, vedremo come la curiosità e la brama di conoscenza possa spingere una persona a cadere vittima di un meccanismo di truffa informatica.

Impossibile stimare i danni successivi a un attacco del genere, vi basti pensare che i vostri dati potrebbero essere crittografati con una password che non riuscirete facilmente a individuare se non pagando un riscatto.

Il primo strumento di cui vi parliamo è il baiting che consiste nell’utilizzare un’esca per una persona che funziona come un cavallo di Troia. Viene lasciato incustodito in un luogo comune un supporto di memorizzazione come una chiavetta USB o un hard disk in modo da stimolare la curiosità della vittima che con una certa probabilità prenderà l’oggetto (facendo leva dunque su desiderio e avidità).

In seguito lo strumento potrà essere utilizzato nel sistema nel quale lavora l’attore coinvolto, accedendo così molto più facilmente ai dati personali e chiedendo un riscatto per tornare ad utilizzare il computer.

Ecco il primo episodio di Sei Sicuro? intitolato “Chi si fa i dati suoi…”

Beh, il resto della frase inseritelo voi!

Perché il content marketing rivoluziona TOTALMENTE il tuo business

Michelangelo Buonarroti, rockstar del Rinascimento italiano, era convinto che l’arte stesse già dentro il blocco di pietra. L’artista, dopotutto, si sarebbe limitato soltanto a togliere il superfluo.

Si tratta di una grande metafora della vita che ci fa rendere conto di quanto sia importante liberare le nostre idee e renderle disponibili attraverso un processo di trasformazione.

Per un’azienda plasmare la materia intorno al proprio business significa in due parole fare clienti. 

È giusto puntare dritti all’obiettivo ma bisognerebbe innanzitutto ragionare sulla componente qualitativa del processo.

Per questo motivo quando lavoriamo alla creazione di contenuti stiamo pianificando un processo di produzione che non è fine a sé stesso ma che mira a creare coinvolgimentointerconnessione.

Da cosa partire?

Consideriamo la necessità fondamentale di creare un contenuto originale, sia esso di carattere scientifico o di intrattenimento.

Attraverso questo contenuto possiamo strutturare una campagna di distribuzione specifica che coinvolga il nostro pubblico e che crei connessioni specifiche tra micro e macro contenuti.

Come spiega Gary Vaynerchuk nella sua Content Model analysis, un’azienda ha la possibilità di costruire il proprio modello di storytelling partendo da un macro contenuto (un esempio potrebbe essere un talk per un evento) per poi realizzare una serie di micro contenuti tratti dal progetto originale che servono a creare coinvolgimento intorno all’azienda e alle sue attività.

Avremo quindi a disposizione un progetto A presente su un canale a nostra scelta (vedi YouTube, blog ecc.) che viene suddiviso in più progetti (A1 – A2 – A3 ecc.) che potranno essere condivisi sui vari social network come twitter o instagram.

Transmedia Storytelling

Quando consideriamo l’idea di distribuire lo stesso contenuto su piattaforme diverse ci viene incontro, già dalla prima stesura progettuale, la tecnica di storytelling transmediale.

Il transmedia storytelling è una tecnica di scrittura che prevede la costruzione di una rete di contenuti interconnessi e appartenenti allo stesso universo.

Provate un po’ a pensare ai film degli Avengers: ogni supereroe ha il proprio film ma è connesso alla storia universale con tutti gli altri eroi.

Quando progettiamo un contenuto dobbiamo pensare allo stesso modo: creare una storia universale su un canale di distribuzione che ci permetta di approfondire dei singoli argomenti su altri canali interconnessi.

Il modello di progettazione transmediale ci permette di creare autorevolezza intorno al nostro progetto: non scriviamo soltanto un libro, un documento accademico o un testo per uno speaking pubblico, ma abbiamo anche la capacità di distribuirne i contenuti, di crearne ulteriori che riescano a generare attenzione intorno al nostro operato.