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Il corriere innovazione cita The Thinking Clouds tra le 5 migliori start-up che salvaguardano le eccellenze italiane

Da Benevento a Berlino, la nostra start-up continua a collezionare meravigliose esperienze verso la grande sfida: rivoluzionare la visita dei Beni Culturali, soprattutto nelle piccole citta d’arte e del Sud Italia.

Per questo la nostra soluzione Glooci, attualmente in fase di beta testing, si pone l’obiettivo di visitatori di una città, un museo o un piccolo borgo, di dialogare con l’anima protettrice del luogo, il Genius Loci, che erogherà consigli e racconterà storie sotto forma di percorsi interattivi.

Anche il Corriere Innovazione parla della nostra soluzione, per approfondire ecco il link:

https://corriereinnovazione.corriere.it/cards/migliori-cinque-startup-che-esaltanole-eccellenze-italia/the-thinking-clouds.shtml

The Thinking Clouds a SMAU Berlino

The Thinking Clouds sbarca a Berlino!

Grazie a SMAU, l’evento di riferimento nei settori Innovazione e Digitale per imprese, la nostra startup ha avuto la possibilità di farsi conoscere dal mercato tedesco in una due giorni densa di incontri e di networking.

Abbiamo presentato un primo prototipo di Glooci, un’app pensata per migliorare la fruizione dei beni culturali e valorizzare il territorio mettendo in comunicazione il visitatore con il Genius Loci, protettore ed anima di un luogo secondo l’antico culto romano.

Glooci è nata dalla consapevolezza che piccoli centri d’arte come Benevento, la nostra città, avessero bisogno di una spinta per generare un maggiore indotto turistico. Non solo marketing territoriale, ma storytelling emozionale e interazione

Abbiamo così proposto la nostra soluzione per riavvicinare le persone alle piccole città d’arte attraverso lo sviluppo di applicazioni che utilizzano come tecnologia di base l’intelligenza artificiale per l’erogazione di contenuti multimediali e interattivi.

Con Glooci, il visitatore potrà chattare con il Genius Loci, ricevendo sia contenuti multimediali su misura, sia ponendo domande a chi la storia l’ha vissuta di persona. Il chatbot del Genius Loci erogherà informazioni e contenuti assumendo l’identità di un personaggio storico simbolo del luogo, adottando il suo linguaggio e la sua personalità.

L’esperienza a SMAU Berlin è stata fondamentale per testare l’interesse del mercato tedesco e per avere i primi dati sull’efficacia del processo di ricerca e sviluppo che ci ha visto impegnati negli ultimi mesi nello studio dell’interazione con gli assistenti virtuali.

Glooci, la nostra app per la visita dei Beni Culturali è un passo in avanti verso una più coinvolgente esplorazione del territorio, uno strumento che le piccole città d’arte possono utilizzare per generare indotto turistico anche dove non è possibile una programmazione di eventi.

A SMAU Berlin non abbiamo però presentato soltanto la nostra soluzione per i beni culturali: la nostra offerta è disponibile anche in ambito aziendale per la formazione e il tutoring dei dipendenti.

L’intelligenza artificiale è un’opportunità da non perdere

Perché si fa terrorismo psicologico sulle Intelligenze Artificiali?

Evitando di farvi perdere tempo, vi risponderemo subito alla domanda: perché corriamo in un’enorme ruota come criceti alimentati dal clickbait.

Forse non tanti di voi si saranno accorti del fatto che viviamo nella più grande era delle opportunità, opportunità donate dai social network, uno spazio nel quale ognuno è padrone e responsabile di ciò che dice e con una potenza di fuoco potenzialmente infinita.

Possiamo arrivare a chi vogliamo, quando vogliamo.

Per questo motivo, la stampa tradizionale ha avuto l’esigenza di utilizzare un canale comunicativo adeguandosi alle esigenze di mercato e traducendo in una nuova lingua i contenuti destinati alla televisione.

Dall’altra parte, la massificazione dei media con i social network e i blog ha creato una serie di problemi, due tra tutti: fake news e click bait.

Nonostante i tentativi dei colossi del web di debellare l’utilizzo di titoli accattivanti e notizie bufala, c’è tutta una manovra di fondo atta a cercare di manipolare i media.

C’è tutta una bibliografia a riguardo, per chi volesse iniziare vi consigliamo Credimi! Sono un bugiardo di Ryan Holiday nel quale l’autore racconta come ha utilizzato una serie di escamotage per manipolare l’opinione pubblica a suo favore.

Ma arriviamo al punto: nelle scorse ore la rete è stata letteralmente invasa da una notizia particolarmente interessante per il futuro della tecnologia ovvero la dichiarazione di Sundar Pichai, CEO di Google sui pericoli fondati per le intelligenze artificiali.

Tutti gli articoli hanno titolato qualcosa come: il CEO di Google sulle intelligenze artificiali “il pericolo è reale”.

Capirete benissimo che questo è un modo per attirare l’attenzione, chi fa giornalismo sa bene cosa significa scrivere un titolo accattivante. Ciò che si perde però di vista è l’incapacità di una buona fetta degli utenti dei social network di aprire l’articolo, fermandosi così al titolo proposto e facendo una bizzarra azione: ricondividere il post.

Si propaga così a macchia d’olio la notizia: il CEO di Google, proprio lui, ha detto che dobbiamo avere paura! “Le macchine ci ruberanno il lavoro!”, “Siamo finiti! Non bastavano gli immigrati, ora dobbiamo temere anche i robot!1!!11!” (non è un errore di battitura).

In realtà, andando a fare un po’ di ricerche o, semplicemente aprendo uno degli articoli più autorevoli, leggiamo che Sundar Pichai ha certamente detto che esiste un pericolo reale ma che, in sostanza, dipende sempre dall’approccio umano alla questione!

Nonostante le preoccupazioni di Pichai siano già oggetto di precedenti tesi sull’argomento, in questa intervista al Washington Post il CEO di Google ha dichiarato: “Credo che il mondo della tecnologia debba realizzare che non si può solo costruire e poi semmai sistemare e correggere ciò che non va, così non funziona”.

Insomma, non possiamo più ragionare sulla velocità e tornare a ponderare le nostre scelte. Noi, come umani. Le macchine saranno frutto della nostra volontà di innovare e di avere a disposizione nuovi strumenti. Una delle soluzioni proposte, nel breve periodo, sarebbe quella di iniziare a operare nella qualità, modificando il ciclo di sviluppo che oggi è ampiamente utilizzato.

Operare nella qualità significa soprattutto operare nella legalità e cercare soluzioni e legislazioni che non castrino l’innovazione ma che alimentino la ricerca e lo sviluppo di soluzioni che aiutino l’uomo.

A questo proposito Sundar Pichai si dimostra ottimista sui benefici che potremo ottenere sul lungo periodo, soprattutto in ambito di medicina e salute.

Ora fermatevi un attimo a ragionare: Google è uno tra i principali player nella maratona allo sviluppo di soluzioni in AI con prodotti rivoluzionari per gli sviluppatori come Google Actions e prodotti per gli utenti come Google Home.

Che senso avrebbe ragionare intorno alle AI come una minaccia?

Queste persone non esistono: si tratta di foto create da intelligenze artificiali in rete.

Se qualcuno ancora è scettico sulle potenzialità delle intelligenze artificiali, con queste foto si potrà ricredere.

Se date uno sguardo a questi ritratti, non potrete credere al fatto che sono tutti finti. No, non sono prodotti di photoshop ma sono render grafici generati completamente da un’intelligenza artificiale.

Che sia possibile creare volti e personaggi realistici in computer grafica (o CGI come meglio volete utilizzare il termine) è già noto a tutti: basta osservare l’ottimo lavoro fatto dagli sviluppatori di PES 2019 o della marea di videogiochi che sono usciti sul mercato nell’ultimo anno.

Questa situazione, però, ha un aspetto completamente originale.

I ricercatori di NVIDIA hanno pubblicato un nuovo paper nel quale raccontano un interessante risultato: le loro reti antagoniste generative, o in inglese generative adversarial networks (GAN), sono riuscite a creare dei modelli di volti realistici a partire da dati pre-impostati.

Lo studio è stato avviato già nel 2014 ed è interessante vedere l’enorme risultato raggiunto in meno di 5 anni.

La creazione di questi volti non è stata lasciata in totale autonomia alle AI. I ricercatori NVIDIA hanno dovuto allenare le AI per una settimana intera utilizzando 8 schede grafiche che sono riuscite a creare questi risultati esaltanti.

La possibilità di creare nuovi stili a partire da un modello prestabilito ha permesso al sistema di apportare modifiche al modello di base ed espandere le possibilità in modo da permettere la scelta ed esprimere una preferenza sul prodotto finale.

L’utilizzo di questa tecnologia non si ferma nella creazione di volti e figure antropomorfe ma può espandersi nella creazione di ulteriori modelli per la creazione di oggetti e ambienti. Si tratta di una rivoluzione nel mondo della fotografia, in quanto sarà possibile creare ambienti dal nulla e portare una nuova prospettiva artistica, allargando i confini della creazione.

Basta pensare al fatto che già dal 2014 IKEA utilizza solo ambienti riprodotti in computer grafica per i cataloghi di arredamento, l’introduzione di intelligenza artificiale consentirà di utilizzare uno strumento potentissimo per abbassare i costi e aumentare la resa e l’effetto.

Non dobbiamo cadere nel solito tranello: le AI non ci ruberanno il lavoro ma lo potenzieranno. Probabilmente dovremo rimetterci di nuovo sui libri e passare più tempo sui banchi di scuola perché dovremo andare pi a fondo nella struttura di programmazione per un dialogo univoco uomo/macchina.

Da una parte la programmazione, dall’altra la restituzione di un servizio unico che ci permetterà di fare un salto in avanti.

Invitalia premia The Thinking Clouds tra le migliori start-up sul turismo a FactorYmpresa

 

 

Impresa e innovazione in Campania

Invitalia premia The Thinking Clouds tra le migliori start-up sul turismo a FactorYmpresa

L’idea: un’intelligenza artificiale che ti guida tra monumenti e siti archeologici

The Thinking Clouds, start-up innovativa di Benevento, si classifica al terzo posto su 127 partecipanti e al primo posto in Campania alla Accelerathon sullo Smart Tourism di FactorYmpresa Turismo, chiusosi sabato 10 Ottobre a Roma nell’ambito del festival Economia Come, promosso da Invitalia.

Il progetto premiato è Woolysses, un chatbot che attraverso tecnologie di intelligenza artificiale propone percorsi di visita e contenuti multimediali ai visitatori delle piccole città d’arte.

Basta scaricare l’app e il visitatore potrà conversare con il Genius Loci, l’anima protettrice del luogo, che lo guiderà in un percorso multimediale e multisensoriale.

L’intelligenza artificiale vi guiderà nel vostro prossimo viaggio tra monumenti e siti culturali.

Roma, 10 Ottobre – Oltre 120 le candidature per aggiudicarsi il premio come migliore start-up innovativa sul turismo alla Accelerathon sullo Smart Tourism di Invitalia, tenutosi nell’ambito del festival Economia Come all’Auditorium Parco della Musica di Roma.

Tra i 10 finalisti al concorso, soltanto una la start-up Campana riuscita a classificarsi al terzo posto con la vittoria di uno dei premi in denaro in palio. The Thinking Clouds, start-up innovativa di Benevento, ha presentato il progetto Woolysses, un’applicazione che permette ai visitatori delle piccole città d’arte di dialogare con l’anima protettrice del luogo, il Genius Loci, che erogherà consigli, contenuti multimediali e storie sotto forma di percorsi interattivi.

Woolysses prevede lo sviluppo di una soluzione tecnologica “on-cloud” in grado di alimentare la conoscenza e di erogare i servizi di uno «smart assistant». La piattaforma tecnologica proposta sarà in grado di rispondere alle esigenze degli utenti (visitatori delle città d’arte), fornendo sempre contenuti utili al momento giusto e nel posto giusto. Il processo di segmentazione dinamica e di analisi in tempo reale, insieme a modelli predittivi, rendono possibili l’erogazione di contenuti e consigli personalizzati, next-best actions, e di anticipare le esigenze di ogni singolo utente.

“Un risultato che non premia solo l’impegno ma che ci accompagna in un percorso d’impresa con nuovi alleati”, ha commentato Livio Ascione, marketing manager e co-fondatore di The Thinking Clouds, puntando l’accento sull’importanza di iniziare un percorso di business che aiuti le persone a conoscere i luoghi di cultura grazie alla tecnologia che utilizziamo tutti i giorni.

Woolysses punta a diventare un game changer rispetto al modo in cui le persone visitano i monumenti e le aree archeologiche, invitando gli utenti non solo a partecipare in maniera proattiva alla visita, ma guidandoli in un’esperienza immersiva che genererà un indotto economico sul territorio, aumentando le visite e generando nuovi business.

Mixed Reality: ecco su cosa la tua impresa deve investire per accedere alla quarta rivoluzione industriale

Non saremo ancora in grado di lavorare liberamente con gli ologrammi come fa Tony Stark nel famosissimo film di Marvel “Iron Man”, ma stiamo andando verso una direzione decisamente efficace per le imprese attive nei processi industriali.

Avrete sentito spesso parlare di realtà aumentata e, probabilmente ancora più spesso, di realtà virtuale. Si tratta di due fenomeni che nell’ultimo periodo hanno creato molto hype all’interno dei mercati e che hanno consentito lo sviluppo di numerose soluzioni in campo industriale.

A queste soluzioni, si aggiunge una terza chiamata mixed reality ed è una delle più importanti tecnologie sulle quali le imprese italiane dovrebbero investire per andare incontro ad un Rinascimento industriale 4.0.

In breve, ecco la differenza tra le tre soluzioni:

  •   Virtual reality (VR) sfrutta tecnologie di immersione in un ambiente digitale completamente virtuale o artificiale, nulla è reale;
  •   Augmented reality (AR) aggiunge elementi virtuali al mondo reale che possono essere soltanto visualizzati attraverso un device come il nostro smartphone;
  •   Mixed reality (MR) non aggiunge soltanto un livello grafico alla realtà ma consente all’utente di interagire con esso attraverso l’utilizzo di gesti che permettono di “toccare” il livello virtuale.

Sì, ma come aiuta la mia azienda?

La soluzione che noi di The Thinking Clouds offriamo alle imprese utilizza una delle tecnologie più interessanti degli ultimi tempi.

Stiamo parlando di Microsoft Hololens, un visore di mixed reality che consente l’interazione con elementi virtuali all’interno di un ambiente di lavoro.

Vi facciamo un esempio: avete bisogno di istruire il vostro personale specializzato nella gestione di un macchinario che utilizza processi particolarmente complessi?

In The Thinking Clouds progettiamo e sviluppiamo soluzioni di e-learning con assistenti virtuali, riproduzioni dei macchinari e interfacce aggiunte che consentono di migliorare il livello di interazione successivo nella fase di produzione.

Questo genere di strumenti consente di: effettuare test sui macchinari mentre sono in funzione altrove, formare nuovi operatori specializzati senza acquistare macchine per utilizzo esclusivamente didattico, permettere agli utenti di accedere a componenti interne delle apparecchiature senza doverle smontare e tanto altro ancora.

Inoltre, si semplifica anche la gestione dell’assistenza sui macchinari: grazie agli avvisi e alle videochiamate in vivavoce su Microsoft HoloLens, i tecnici dell’assistenza sul campo possono collaborare con qualsiasi esperto remoto su PC o dispositivo mobile per risolvere i problemi nel contesto.

Al momento stiamo sviluppando una tecnologia che unisce mixed reality intelligenza artificiale che può garantire un altissimo livello di efficienza per i processi industriali della tua azienda.

Per saperne di più contattaci su questa pagina.

Ecco come l’intelligenza artificiale può aiutare le PMI italiane

Una volta per tutte, semplifichiamo: quando parliamo di  Intelligenza Artificiale (AI) andiamo a definire una collezione di tecnologie che permettono alle macchine di ascoltare, comprendere ed agire in modo tale da apprendere una tecnica o una conoscenza che gli potrà permettere di compiere azioni autonome o interazioni con le persone.

In poche parole, parliamo di Intelligenza Artificiale tutte le volte in cui un computer ci aiuta nel lavoro senza il bisogno di essere interrogato di volta in volta.

Come l’Ai può aiutare la mia azienda?

Il fatto che il termine Intelligenza Artificiale sia immerso in oceani di tecnicismi da “addetti ai lavori” non deve allontanarci dall’aspetto fondamentale di questa tecnologia: si tratta di uno strumento dall’alto carattere innovativo a disposizione di aziende e del loro business.

Indipendentemente dal carattere strutturale della tecnologia alla base dell’apprendimento delle macchine, possiamo tranquillamente andare al cuore delle potenzialità di quello che, senza ombra di dubbio, si rivela l’aspetto più interessante di una rivoluzione già in atto.

Secondo alcuni studi ricavati da un report di Accenture questa tecnologia sarà alla base di tutti i rapporti tra uomo e macchina e consentirà di incrementare del 40% la produttività al lavoro, permettendo un migliore e più efficiente uso del nostro tempo.

L’automatizzazione dei processi di produzione all’interno di un’azienda ha però, allo stato attuale, dei costi elevati, soprattutto nella gestione di macchinari che si interfaccino ad un nucleo centrale che gestisca tutte le fasi di processo. Tuttavia l’intelligenza artificiale sta dimostrando negli ultimi mesi di riuscire a garantire ottimi ritorni sugli investimenti in specifici settori, soprattutto legati al customer care.

Affidare i miei clienti ad un robot, più tempo per me.

Partiamo dal concetto più semplice: un’intelligenza artificiale può parlare con i clienti al posto tuo. E può fare questo sfruttando uno dei canali più banali del pianeta: Facebook. Come è possibile questa operazione? Attraverso un particolare tipo di intelligenza artificiale chiamata chatbot, un sistema conversazionale che risponde a domande e partecipa a conversazioni con i tuoi utenti al posto tuo.

Quante volte hai dovuto rispondere a quella solita domanda sui social?

Lo sanno bene i gestori di ristoranti o pizzerie che hanno dovuto gestire le prenotazioni ogni giorno, dando meno importanza alla selezione di materie prime dai fornitori; ne sono a conoscenza gli hotel che hanno dovuto rispondere agli utenti per la possibilità di accesso di cani e animali di piccola taglia, e così via.

Le possibilità per le piccole e medie imprese italiane di aumentare il proprio rendimento attraverso un chatbot sono molteplici. Non è detto che solo il settore terziario ne possa usufruire, i chatbot possono rappresentare uno strumento importante anche per gli operatori della piccola pesca (ad esempio come canale di pre-vendita sul mercato ittico) o per gli esperti di agricoltura (molte aziende vitivinicole utilizzano i chatbot per offrire informazioni circa i propri vini o per permettere di visitare la stessa azienda).

Come massimizzare il ritorno sugli investimenti (ROI)

Da quando ci occupiamo di progettazione di esperienze nell’uso dell’intelligenza artificiale abbiamo capito che non esistono mezze misure: esistono un prodotto e una vendita.

Il mercato internazionale sta conoscendo da un periodo relativamente breve l’utilizzo dei chatbot per il business, soprattutto legato a piccole realtà imprenditoriali.

In generale, crediamo fermamente in tre tipi di ritorno sulla piccola o media azienda che sceglie di innovare all’interno del business con una soluzione AI:

  • Ritorno di immagine: facciamola breve. L’innovazione in campo tecnologico è un settore che porta molta pubblicità, soprattutto se si riesce ad associare una buona dose di originalità e di effettiva necessità del servizio. Per avere il massimo del ritorno non basta, però, lasciare tutto al caso. È infatti necessario attivare una strategia di comunicazione che sia basata sull’effettiva esperienza nell’utilizzo del prodotto, in questo caso il chatbotIn poche parole, se riuscirai a realizzare un servizio utile che piace alla gente perché è semplice e bello da vedere, la tua azienda avrà un notevole incremento in termini di immagine.
  • Migliore amministrazione del tempo: ne abbiamo già parlato, ma è necessario puntualizzare. Nella gestione degli investimenti non bisogna mai dimenticare il fattore T, ovvero il tempo che utilizziamo per gestire le nostre attività lavorative. La rimodulazione del calendario di attività a favore di una più snella presenza sui social e quindi sul customer care permette a te stesso e ai tuoi dipendenti di dedicare più tempo ad altri settori che meritano maggiore concentrazione.
  • Profitti elevati basati su standard qualitativi: se la tua azienda viene percepita come portatrice di innovazione nel tuo campo anche il tuo standard qualitativo può risentirne. Se produci un prodotto di ottima qualità, sia esso un vino o un oggetto di arredamento, l’utilizzo di sistemi innovativi come l’intelligenza artificiale permetterà ai tuoi clienti di avere una maggiore comprensione del livello di mercato e del tuo modus operandi.

In chiusura, è importante comprendere come lo sviluppo di soluzioni basate sull’intelligenza artificiale non sia destinato soltanto ad élite internazionali o a multinazionali operanti nel settore informatico o tecnologico. 

Se hai una piccola o media impresa e hai intenzione di creare una piccola rivoluzione nel tuo settore, contattaci per discutere la migliore soluzione per il tuo business.

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